vendredi 6 février 2026

L’anno del Dionisiaco di Andrea Tomaselli (2025, Aculei Edizioni)

 L’anno del Dionisiaco di Andrea Tomaselli

(2025, Aculei Edizioni)

Recensione-analisi di Nadine Léon

 

Questo romanzo ha per protagonista l’insegnante di una classe di adolescenti maschi in un istituto di periferia. È una classe alquanto difficile e Semele usa metodi educativi anticonformisti, spesso disprezzati dai colleghi, ancora fermi a un’educazione repressiva e non comprensiva.


Semele è un elemento scomodo, anche perché critica duramente la scuola, denunciando incoerenze e incompetenze del corpo docente, interessato soltanto ai risultati e complice di un mondo che idolatra razionalità, controllo e produttività, invece di considerare la persona nella sua essenza.

Nel suo dialogo interiore Semele adotta lo stesso linguaggio dei suoi alunni, un linguaggio provocatorio, farcito di parolacce, in segno di appartenenza e di ribellione contro le autorità.
Cosa può avere bloccato una parte di lei nell’età dell’adolescenza? Eppure ha questa lucidità, questa saggezza, questa sincerità degna di chi osa guardare la realtà in faccia.

Semele ci interroga come dovrebbe interrogare tutti coloro che si prendono cura dei ragazzi, siano essi insegnanti, educatori, genitori o altro.

Ci interroga: al di là del mio condizionamento, della formattazione alla quale siamo sottomessi, al di là della maschera sociale, chi sono io? Che cosa la mia semplice presenza trasmette? Quanta attenzione dedico all’altro? Quanto sono sensibile ai problemi altrui?
I disagi degli adolescenti hanno radici nell’infanzia. Bambini e adolescenti hanno bisogno di esprimersi in libertà, hanno anche bisogno che gli si dia dei limiti, ma soprattutto, ci dice Semele, hanno bisogno di amore. Hanno il bisogno esistenziale di contatto fisico e di dialogo a partire dalla propria famiglia e dai primi anni di scuola. Quanto può, quanto deve un insegnante o un educatore rimediare a queste lacune?

Per i ragazzi seguiti da Semele, il destino sembra già irrimediabilmente segnato. Nonostante ciò, lei non si arrende e prende a cuore il suo ruolo, in particolare nei confronti di Marès, un alunno diciottenne di origine algerina, indisciplinato e problematico. Tra i due si instaura una relazione intima.
Semele chiede a ciascuno di noi di prendere le proprie responsabilità, ma con quanta empatia, con quale dose di distacco? Qual è il confine da non superare?

Dobbiamo lasciarsi rimettere in questione per prendere coscienza che il problema è non solo culturale ma addirittura di civilizzazione, la quale vuole che tutto sia separato, il corpo dall’eros, l’umano dalla natura, la materia dallo spirito e che ogni persona si senta isolata dal tutto: frammentare per meglio esercitare il dominio.

Semele è un personaggio accattivante, diretta, autentica, senza mezze-misure.

Ad un certo punto ho sentito il bisogno di sospendere la lettura per prendere il tempo di elaborare, di assorbire il colpo, tanto denso è il racconto della sua esperienza traumatica.
Poi, ho sentito che mi chiamava, che a modo suo mi diceva “coraggio, continua a leggere!”
Ho ripreso la lettura, per lei e per tutte le persone come lei, vittime intrappolate nel silenzio e nel nascondere. Si, perché a volte si vuole coraggio, per leggere o ascoltare come per raccontare.

Semele mette a nudo la sua anima, portando il lettore a fare lo stesso.



In copertina il dipinto The Nightmare, l’incubo, agisce come un avvertimento.

La dormiente giace in una posizione di abbandono, cavalcata da un demone che scruta l'osservatore.

Può essere visto come la rappresentazione di aspetti erotici oscuri e inquietanti, apparsi durante il sonno.


E come afferma C.G. Jung: “Dove c’è la tua paura, lì è il tuo compito”.






...

Il nome Semele ha delle origini mitologiche. Nel libro, le immagini illustrative rappresentano fino all’ossessione scene riguardo la storia amorosa tra Semele e Zeus. Dal loro parallelo con la narrazione emerge una metafora che produce una forte risonanza tra la protagonista e questi personaggi della mitologia greca.




Semele, nome associato al significato di "madre della terra", incarna l’archetipo dell’accoglienza e della protezione; Zeus, dio del cielo e del fulmine, simboleggia la giustizia; il loro figlio Dioniso personifica l'ebbrezza, la sensualità sfrenata e la natura selvaggia. È colui che scioglie le inibizioni. Nella Semele del romanzo coesistono tutte e tre le figure.

La storia di Semele, madre mortale di Dioniso e amante di Zeus, simboleggia l'unione tra la terra e il fuoco divino. Avendo chiesto a Zeus di manifestarsi in tutto il suo splendore, il fuoco che divampò da lui fu letale per Semele. Dioniso fu trasferito dal grembo di Semele alla coscia di Zeus, nella quale fu completata la sua gestazione, perciò Semele è colei che non partorisce, la “madre non-madre”. Nel mito, la sua folgorazione è associata alla conoscenza proibita.

Attraverso la sofferenza e con l’intermediario dell’amore del figlio Dioniso, la sacerdotessa si trasformò in una dea.  




 Semele la docente è una guerriera dell’Amore che vuole cambiare il mondo. Alla paziente perseveranza dell’Acqua preferisce l’azione immediata del Fuoco.
Decide metaforicamente di bruciare in un sacrificio clamoroso per poi rinascere, come la Fenice, in altre vesti. Affida l'esito della storia a Marès, la cui figura si sovrappone allora a quella di Dionisio.

L’anno del Dionisiaco di Andrea Tomaselli è un romanzo che ti da del tu, ti scuote e senza troppo tergiversare ti sconvolge nella tua emotività, nei tuoi pregiudizi e nelle tue convinzioni più ancorate. La sua lettura non può lasciare indifferente.   

 È la prima opera della collana Trigona, Narrativa delle Aculei Edizioni, una casa editrice indipendente di cui apprezzo la linea editoriale impegnata.

L’edizione è molto accurata. Sobria, elegante e originale, con la copertina nero pattinato e con una dimensione del carattere che permette una confortevole leggibilità.

 Possiamo acquistarlo qui:

https://www.aculei.it/prodotto/andrea-tomaselli-lanno-del-dionisiaco/

Aculei Edizioni

Narrativa

Romanzo contemporaneo

Andrea Tomaselli

L'anno del Dionosiaco


jeudi 3 juillet 2025

Petit vent frais - Isa Lamant


Petit vent frais - Haïkus au fil des jours de Isa Lamant

.

bosquet de rosée

l’impression de flâner

dans l’atelier d’une fée

.

au gré du ruisseau

un rêve file

sur un bateau en papier

.

son odeur m’embarque

vers d’inconnus rivages

vieille librairie

.

Avec ces poèmes brefs pleins de fraîcheur, l’auteure, Isa Lamant, nous invite à flâner à travers la magie de tous ces petits riens qui peuplent le monde autour de nous et qui rendent chaque instant digne de notre émerveillement. Pour une reconnexion avec la nature.

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Ma chaîne YouTube est associée au groupe Facebook Ma Maison la Terre tanka.Haiku : https://www.facebook.com/groups/1633013957056929

au site la voie de l'écriture

https://www.nadineleon-auteur.com/

et aux blogs

https://tenda8.blogspot.com/

https://mamaisonlaterre.blogspot.com/

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Vidéo réalisée par Nadine Léon


vendredi 2 mai 2025

Comparaison entre surréalisme et haïku de Nadine Léon

 


Comparaison entre surréalisme et haïku de Nadine Léon

Dans cet article je tenterai de découvrir et de mettre en lumière leurs ressemblances et leurs différences. Pour ceci, je confronterai les poèmes surréalistes avec les haïkus des maîtres japonais.

"Sous la poésie des textes il y a la poésie tout court, sans forme et sans texte." - Antonin Artaud

PRÉSENTATION

1 Leurs origines

Le surréalisme est un mouvement qui a vu le jour en 1924 et qui a révolutionné, juste après le dadaïsme, tout autant la poésie et que l’art en général. Ce fut une aventure qui a duré 40 ans, dirigée avec beaucoup de rigueur par son chef de file, André Breton. De façon plus ou moins durable, de nombreux poètes ont participé à ce mouvement rebelle et provocateur. Leurs rencontres avaient lieu tantôt chez les uns ou chez les autres tantôt dans les bistrots parisiens.

Le haïku est un poème bref japonais né au 17 siècle du pinceau de Bashô, à partir d’un détachement du hokku de son contexte et que Shiki a rebaptisé deux siècles plus tard haïku. Le hokku constituait la strophe d'ouverture du renga, une suite de tankas composés en groupe. Après l’occidentalisation du Japon nos deux cultures ont connu une influence réciproque. En effet, arrivé en Occident au 19 siècle et réadapté, le haïku a conquis de nombreux poètes. Il est resté très en vogue jusqu’à nos jours, facilité par les échanges sur les réseaux sociaux.

2 Leurs règles et leurs caractéristiques

  • Un poème surréaliste est écrit en vers libres. Il peut respecter un certain rythme et présenter une forme de musicalité, ou pas.

  • Un haïku traditionnel est une composition très codifiée. En occident, il respecte le rythme de syllabes 5/7/5, disposées sur 3 lignes (au Japon on l’écrit sur une seule ligne) et comporte une césure qui partage le texte en 2 expressions, à moins qu’il ne contienne une seule expression. En général les auteurs contemporains écrivent de façon moins conventionnelle. Certains haïkus peuvent être disposés sur 2 lignes, selon le rythme court-long ou long-court. Ce choix permet de mettre en valeur la construction en 2 expressions.

Mis à part ces différences plus qu’évidentes au niveau de la forme, la comparaison de leurs contenus suscite davantage mon intérêt.

3 Leur différence la plus éclatante

Dans le surréalisme, c’est la pensée qui parle telle qu’elle se présente, en un seul jet, sans le filtre de la raison. Dans le haïku, c’est le corps qui parle, à travers la sensorialité.

  • André Breton décrit l’écriture surréaliste comme une dictée de la pensée, « l’automatisme psychique par lequel on se propose d’exprimer, soit oralement, soit par écrit, soit de tout autre manière, le fonctionnement réel de la pensée » ( Manifeste du Surréalisme). Les mots doivent jaillir du souffle de l’inspiration.

  • Le haïku présente une scène saisie dans l’instant présent, capturée par nos sens. Il reste donc dans le concret et l’immédiateté.

Les deux genres prônent tous les deux la spontanéité et l’authenticité, afin de ne pas se réduire à un simple exercice de style.

L’ESPRIT

Surréalisme et haïku prennent tous les deux pour cible le mental.

  • Le surréalisme découle de l’écriture automatique, méthode d'exploration de soi faite de textes composés sans le contrôle de la rationalité, sans autocensure, laissant libre cours à la pensée et aux associations d’idées. Son désir est de s'affranchir des conventions et des concepts préétablis. L’imaginaire passe avant la réflexion intellectuelle.

  • L’esprit du haïku se manifeste à travers la brièveté, la simplicité et l’instant présent (le mot ‘‘présent’’ provient du latin praesens, être devant). L'art subtil du haïku est de saisir l'éphémère inséré dans le flux de l'universel et d'inspirer des émotions sans les exprimer directement par des mots abstraits mais en restant dans l’évocation à travers des images concrètes, sans l’intervention du mental mais à travers le sensoriel.

1 Le temps

En occident le temps est généralement considéré sous une perspective linéaire, il suit la ligne droite passé-présent-futur. Au contraire au Japon le temps est circulaire.

"Je cherche l'or du temps"

André Breton

  • Les surréalistes ont un rapport particulier avec le temps. Influencés par la théorie de la relativité de Einstein, ils prennent conscience de la vision trop anthropomorphique du temps que les humains emprisonnent dans leurs horaires, leurs horloges et leurs calendriers. Pour Paul Eluard « le temps déborde ». Quant au tableau de Salvador Dali, Persistance de la mémoire, plus connu sous le titre de Les montres molles, il questionne notre perception du temps. Il évoque la fuite du temps, la vie, la mort et notre finitude. Désormais le temps devient indissociable de l’espace, du mouvement des astres et de la lumière.

"Le cadran où les chiffres tournent au gré du vent. Le soleil mesuré."

Pierre Reverdy

"La lumière qui se dégage des choses, il faut la fixer dans les mots avant qu'elle ne soit éteinte dans l'esprit."

Bashô Matsuo

Pour le haïku traditionnel, le temps est l’une des composantes essentielles. Le haïku est avant tout un poème de l’impermanence. En règle générale, il contient un kigo dans l’une des deux expressions pour indiquer la saison ou le moment de la journée communs à tous. Le kigo représente le flux du temps dans l’éternité des cycles, alors que la deuxième expression reporte un fait personnel vécu dans l’instant présent. Le haïku met ainsi en confrontation l’éphémère face à la cyclicité de la nature liée aux mouvements cosmiques ou bien face à des évènements communs ou des festivités. Il exprime l'immuabilité en rapport au changement continu (fueki ryukō).

7 L’amour

Les surréalistes ont écrit des poèmes remarquables sur l’amour, dont ne voici que quelques lignes.

L'amour, c'est rencontrer quelqu'un qui vous donne des nouvelles de vous.

André Breton


Je te cherche par-delà l'attente, par-delà moi-même, et je ne sais plus tant je t'aime, lequel de nous deux est absent.

Paul Eluard


L’amour

Être

Le premier venu

René Char


Du côté du Japon, l’amour est un thème cher au tanka, mais plutôt rare dans le haïku.

averse de printemps –

l’un contre l’autre ils vont

un parapluie pour deux

Sōseki


À propos, saviez-vous que le surréalisme est arrivé jusqu’au Japon ?

Shūzō Takiguchi (瀧口 修造, Takiguchi Shūzō), 7 décembre 1903 - 1er juillet 1979, est un artiste surréaliste japonais qui correspondait avec André Breton. Il est considéré comme le représentant le plus important du surréalisme au Japon.


Les pupilles et les lèvres dans l'eau

parlent aux oreilles et au front dans la terre.

L'amour dans le vent

élève une voix douce

et ouvre les pétales des fenêtres.

Shūzō Takiguchi


Pour résumer, l’écriture surréaliste est surtout une écriture de l’intérieur et peut faire émerger des désirs ou des douleurs enfouies. C’est aussi une écriture contre les idées reçues, contre le carcan de la raison, une écriture de la révolte qui invoque un changement social.

Le haïku surgit d’une expérience authentique, sensible et spirituelle, délivrée du joug du mental et en fusion avec la nature.

Leur point commun principal est sans doute celui de surprendre. Tous les deux nous conduisent, consciemment ou non, vers une remise en question de notre présence au monde.


vendredi 3 mai 2024

Dessine-moi un arc-en-ciel !

 

Bienvenue dans cette nouvelle vidéo de Ma Maison la Terre, où nous partirons à la découverte des couleurs. Des poètes de tous les coins du monde nous accompagneront avec leurs tankas et leurs haïkus.
























samedi 16 mars 2024

J'irai mourir à Yakushima - roman de Nadine Léon


La rencontre virtuelle, en apparence casuelle mais dont la cause se révélera plutôt mystérieuse, d’un franco-japonais et d’une franco-italienne fournit le prétexte pour une confrontation entre les cultures occidentale et orientale, si différentes au niveau esthétique et spirituel, dont les antiques traditions présentent néanmoins des similitudes, comme entre les traditions celtiques et celles du shintoïsme, pour lesquelles la nature est sacrée.



Cette rencontre sur le web d’Ariane avec Seiji change profondément la protagoniste dans sa façon de ressentir le monde. Durant son parcours initiatique, elle entre en vibrations de connexion avec ses arbres, avec la Terre Mère, le cosmos et finalement avec l’invisible. À travers le récit de Seiji, c’est tout le Japon qui se raconte, sa cosmogonie, son histoire, sa spiritualité, ses îles et ses forêts primordiales, son sens de l’esthétique très raffiné qui va du jardin zen au bonsaï, du haïku au tanka.



Ce roman se présente comme un dialogue intime entre les deux protagonistes qui se racontent leur vie au fil de leurs échanges. Un amour à distance naît hors de l’espace-temps. Un amour vibrant.

Nuit de velours noir
de la mousse des nuages
se lève Vénus
être pour quelques instants
dans le reflet de tes yeux

Des racines se sont propagées entre nous et se sont entrelacées, des racines de terre et de ciel, des liens sans nœud prêts à se défaire à n’importe quel instant. Ou peut-être que ces racines surgiront du monde enfoui où elles se trouvent pour se manifester en une forêt vibrante, tout en gardant nos doux secrets dans l’invisibilité.

Nadine Léon - J’irai mourir à Yakushima, roman (Éditions du tanka francophone)



J’irai mourir à Yakushima, de Nadine Léon est un roman, à la fois essai et autofiction, avec un final inattendu. Chaque chapitre est introduit par un tanka, poème bref très codifié d'origine japonaise. 
Pour se le procurer, cliquer ici : 

En librairie commander avec le code : 𝐈𝐒𝐁𝐍 𝟗𝟕𝟖-𝟐- 𝟗𝟐𝟑𝟖𝟐𝟗-𝟕𝟔-𝟎
𝐉’𝐢𝐫𝐚𝐢 𝐦𝐨𝐮𝐫𝐢𝐫 à 𝐘𝐚𝐤𝐮𝐬𝐡𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞 𝐍𝐚𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐋𝐞𝐨𝐧 (𝐄𝐝𝐢𝐭𝐢𝐨𝐧𝐬 𝐝𝐮 𝐭𝐚𝐧𝐤𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨𝐩𝐡𝐨𝐧𝐞)


Nadine Léon
 est née le 8 février 1957, à Saint-Germain-en-Laye. C’est une auteure bilingue française vivant en Italie. Ses écrits – roman, nouvelle, haïku, tanka et autres poèmes – ont été publiés en individuel ou en collectif en France et à l’étrangerFondatrice du mouvement international Online ‘‘Ma Maison la Terre’’, elle récolte périodiquement des haïkus et des tankas de différentes parties du monde, pour une sensibilisation à la préservation de la Nature et au respect de la vie sur Terre, qu’elle transforme en vidéos sur YouTube.




mercredi 29 novembre 2023

Tankas et commentaires


Feuillages luisants

cuivres des liquidambars

ces sons si légers

jouent dans la brise du soir

trois carillons tibétains

*

Jean Irubetagoyena-Tanka

Le temps n’est qu’une illusion ( Éditions du tanka francophone)


Ce tanka s’articule en 4 expressions en résonance les unes avec les autres et selon le rythme de 5/7/5 et 7/7 syllabes. Le mot "cuivres" est intéressant pour son double-sens :

- les couleurs cuivres que les feuilles des liquidambars prennent en automne et qui vont du rose au pourpre en passant par le jaune-orangé.

- les instruments de percussion en cuivre. On imagine le cliquetis des feuilles que le souffle léger de la brise produit.

La quatrième ligne fonctionne d’expression pivot car elle peut être lue en liaison soit avec le troisième vers, soit avec le cinquième. On trouve d’ailleurs un beau pas de côté en dernière ligne car tout en restant dans le même discours narratif, nous sortons de la musicalité de la nature pour entrer dans celle des instruments fabriqués par les humains. On place souvent les carillons tibétains, sensés équilibrer les énergies, à l'extérieur près de la porte d'entrée. Ces cloches à vent tintent au moindre déplacement d’air. La brise devient musicienne produisant un son apaisant et créant une connexion harmonieuse entre notre propre espace intérieur et les éléments naturels.

Ce poème est en parfaite syntonie avec l’esprit du tanka qui reporte à un évènement de la nature tout en évoquant le sentiment ou les impressions que ce fait suscite.

NL 



 

mercredi 22 novembre 2023

Haïkus de l’Automne de Nadine Léon


Un haïku est un poème bref de 3 lignes qui saisit l'instant présent inséré dans le cycle des saisons. Vidéo réalisée par Nadine Léon pour Ma Maison la Terre Merci au photographe coréen Dae Jeung kim de Pixabay pour la vidéo finale de l'érable. Merci pour vos like et vos commentaires. Merci à l’automne. 

Cette vidéo est insérée dans la playlist Ma maison la Terre, pour une sensibilisation à la sauvegarde de la Nature et pour le respect de la vie sur Terre.


Haïkus de l’automne, de Nadine Léon


*

pensées vagabondes

ça et là au gré du vent

les feuilles d’automne

*

mer et montagne

l’espace entre toi et moi

que les oies parcourent

*

oiseaux migrateurs

d’un nuage descend

une plume blanche

*

la pluie et les feuilles

couvrent les traces de l’été

— ta présence en moi

*

s’envolent les feuilles

le vent caresse mes joues

et mes rêves fous

*


gazouillis d’automne

combien de secrets se cachent

au fond de ton cœur

*

lumière d’automne

dans la cour un papillon

fait danser son ombre

*

doux retour en soi

sur un lit de feuilles mortes

j'adhère à la Terre

*

message du vent

le prunier lance une pluie

de feuilles mortes

*

sieste sous les arbres

une feuille tombe et roule

jusque dans mon rêve

*

la feuille m’envoie

sa leçon de lâcher-prise

traduction du vent

*

novembre

même le soleil mûrit

dans l’arbre à kaki

*

lever de Vénus

mon message vers toi

via les étoiles

*

je t’écoute là

où les mots se taisent

lune mystérieuse

*

gazouillis de l’aube

l’oiseau remercie le ciel

d’être là

*

Ah ! Devenir feuille

pour m’envoler dans le vent

chuchotis d’automne

*

Promenade au bois

nos pas sur le sol bruissant

parlent de l’automne

sur une branche sans feuille

les trilles d’un rossignol

*

gazouillis d’oiseaux

des notes de pluie se glissent

entre tes paroles


Cette vidéo est insérée dans la playlist Ma maison la Terre, pour une sensibilisation à la sauvegarde de la Nature et pour le respect de la vie sur Terre :

Traduzione in italiano 

pensieri vagabondi
qua e là con il vento
le foglie d'autunno

*
mare e montagna
lo spazio tra me e te
percorso dalle oche

*
uccelli migratori
da una nube scende
una piuma bianca

*
pioggia e foglie
coprono le tracce dell'estate
– la tua presenza in me

*
le foglie volano via
il vento accarezza le mie guance
e i miei sogni folli

*
cinguettii autunnali
quanti segreti nascosti
in fondo al cuore
*
luce autunnale
nel cortile una farfalla
fa danzare la sua ombra

*
dolce ritorno a sé
su un letto di foglie morte
aderisco alla Terra

*
messaggio dal vento
il susino lancia una pioggia
di foglie morte

*
siesta sotto gli alberi
una foglia cade e rotola
fin dentro il mio sogno

*
la foglia mi manda
la sua lezione sul lasciare andare
traduzione del vento

*
novembre
anche il sole matura
nell'albero di cachi

*
Venere sorge
il mio messaggio per te
tramite le stelle

*
Ti ascolto là
dove le parole tacciono
- luna misteriosa

*
cinguettii dell'alba
l'uccello ringrazia il cielo
di essere lì

*
Ah! Diventare una foglia
per volare via nel vento
sussurri autunnali

*
Camminata nel bosco
i nostri passi sul suolo frusciante
parlano dell'autunno
su un ramo senza foglie
i trilli di un usignolo

*
cinguettio degli uccelli
scivolano note di pioggia
tra le tue parole




L’anno del Dionisiaco di Andrea Tomaselli (2025, Aculei Edizioni)

  L’anno del Dionisiaco di Andrea Tomaselli (2025, Aculei Edizioni ) Recensione-analisi di Nadine Léon   Questo romanzo ha per protagonist...